venerdì, 26 giugno 2009
author: GabGabGab @ 18:02
category: politica, italietta, germania, attualitĂ , gab
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Scusate, ma ho come l'impressione che nell'ultimo mese si stia avvicendando un numero così impressionante di accadimenti da farmi perdere lentamente l'orientamento.
Fino a poco tempo fa ero ancora qui a chiedermi come mai la controparte tedesca del PD —  e di proposito non uso il termine "centrosinistra" affinché certe analogie siano più chiare —
avesse inspiegabilmente perso le elezioni.
E dire che la campagna era stata fatta dai migliori esperti del settore. Agricolo.

In sequenza vediamo i tre manifesti elettorali che titolano: "Il dumping retributivo voterebbe CDU. [cioè il centrodestra]", "gli squali della finanza voterebbero FDP. [cioè i liberali]" e "l'aria calda [la nostra "aria fritta"] voterebbe Die Linke."
Un j'accuse generale, affilato come una gag di Pippo Franco, che ha permesso ai franceschini germanici di portare a casa un succosissimo 20,8%, di farsi distaccare di ben dieci punti dai democristiani, oltre a spostare circa una tonnellata di voti socialdemocratici verso i Verdi, contribuendo così al sicuro successo delle politiche 2009, che il 27 settembre eleggeranno un nuovo cancelliere. Come no.

Chissà, forse il PD tedesco si immaginava una strepitosa campagna virale di fotoscioppaggi in pieno stile meno tasse per Totti, degna delle nostre politiche del 2001, finora la migliore annata per le cantine forzitaliote. Peccato che si sono dimenticati di essere in Germania, dove mancano Berlusconi (bene) e il senso dell'umorismo (male) e sono anche finiti i tempi in cui Gerhard Schröder affermava che per governare fossero sufficienti «Bild, BamS und Glotze», cioè il — ehm — giornale Bild, il Bild am Sonntag e la televisione. Conseguenza:



«Nessuno voterà SPD.»

Nel frattempo il microcosmo italioide — che bella parola, italioide. Mi ricorda i trattati lombrosiani — vortica sempre più rapidamente su sé stesso.
Prima il suo Re Sole e la sua Versailles insulare
stracarica di cortigiane, poi il Re Sole e la sua Versailles continentale altrettanto carica, questa volta di cortigiane, di quelle con «vestito nero, trucco leggero». Eh, certo, altrimenti sembrano mignotte. Come se non bastasse, ora spuntano fantomatiche «donne legate ai clan». Pure. Qualcuno, per caso, conosce le dimensioni precise del tanto menzionato "letto grande"?
Leggo anche che Franceschini propone addirittura un congresso vero. Un congresso in cui vorrebbe dare spazio ai giovani. Tipo? Debora Serracchiani? Quella che paragona il PD a Star Trek? Magari. Star Trek ha milioni di adepti. E poi cosa vorrebbe dire VERO? Significa che gli altri congr... Ok, non voglio saperlo.
Vengo poi a sapere che tutto il mondo ha nel frattempo dato l'ultimo saluto a Farrah Fawcett, classe 1947, acquario, ascendente cancro, che temo vivrà la stessa sorte di Don Lurio (oscurato da Gianni Agnelli) e di Madre Teresa (oscurata da Lady Diana) a causa della dipartita di un altra icona mediatica. Un uomo non più giovane, ospite fisso di chirurghi estetici e con un debole per la minore età.
Per un attimo ho espresso un desiderio e ho incrociato le dita forte forte, poi scopro che si tratta solo di Michael Jackson e il primo pensiero che mi viene in mente è: tipico caso di morte bianca.

Gab
sabato, 30 maggio 2009
author: GabGabGab @ 16:05
category: viaggi, gab , i coinquilini di gab, diversamente labili
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Mareikemora e Sarah sono partite stamattina per una vacanza a Istanbul. In questo momento staranno sicuramente pensando a qualcosa di inutile tipo l’HTML o gli Orsetti del Cuore, ma le persone normali che le attenderanno per due settimane a casa – tipo noi – si chiedono se mai ci sarà, un ritorno. L’ipotesi più accreditata è che la Turchia divori in un sol boccone le due stordite prima che possano addentare le prime köfte. Per dare un’idea della distanza dei loro piedi dal pianeta Terra mi limiterei a citare alcune delle migliori perle regalateci di recente dalle due rinc diversamente sveglie, a titolo esemplificativo.

 

1.

[S, come qualsiasi informatico, parla d'informatica, attaccando un epico bottone a Gab. Dopo venti minuti di discorsi da geek, M interviene.]

M: Comunque io non ho ancora capito una cosa: ma che differenza c’è tra hardware e software?

Gab: Cristo.

[cala il sipario.]

 

2.

[Tutti riuniti, si discute di contratti d’affitto.]

Abitanti: Per prendere in mano il contratto d’affitto bisogna provare la propria solidità finanziaria. Sarah, Non è che potresti farlo tu?

S: Eh, ma io ho ancora un problemino con il mio vecchio contratto cointestato...

Abitanti: Vabbe’, basta annullarlo. Tra l’altro, ormai vivi qui da un anno.

S: Eh, ma non ce l’ho qui con me.

Abitanti: Massì, un giorno di questi lo andiamo a prendere.

S: Ehm... Il problema è che l’ho perso.

Abitanti: ?

Abitanti: Vabbe’, guarda che il tuo ex-locatore ne avrà comunque una copia. Per ora basta fare così: certifichi l’ammontare del tuo stipendio netto mensile e lo alleghiamo alla nostra richiesta di un nuovo contratto. Quanto guadagni al mese, netto?

S: Aspetta, ma che differenza c’è tra netto e lordo? Qual è quello senza tasse?

Gab: Cristo.

[cala il sipario.]

 

3.

[Antefatto: è arrivata fornitura mensile di cibo. Il responsabile della dispensa, Gab, non si capacita dell’arrivo di 12 confezioni da mezzo chilo di semola di spelta. Chiede delucidazioni alla responsabile dell’ordinazione, Christiane.]

Gab: Christiane, mi sa che hanno sbagliato a spedirci della roba. Qui ci sono sei chili di semola di spelta; non è che abbiamo ordinato farina o qualcosa del genere?

C: No, ho controllato la lista. Tutto corrisponde.

Gab: Sicura? No, lo dico perché nella dispensa abbiamo già altri dieci pacchi. E non è esattamente un bene primario.

C: Mi avevano detto che non ce n’era più.

Gab: E chi l’ha detto?

C: Mareikemora.

Abitanti presenti: Aaaah, ecco!

Gab: Ora si spiega perché abbiamo undici chili di quella roba.

C: Ma Mareikemora la mangia. E poi comunque si conserva a lungo.

Gab: UNDICI CHILI, cazzo!

[cala il sipario.]

 

4.

[E’ mercoledì. Quattro giorni prima della partenza di M&S.]

Gab: Tutto ok?

M: Non proprio.

Gab: Ma tanto sabato parti e per due settimane non hai altro a cui pensare.

M: Eh, ma è proprio quello il problema.

Gab: Cioè?

M: Io e Sarah abbiamo perso i documenti di viaggio.

Gab: Vabbe’, vai all’agenzia e te li ristampano.

M: Eh, appunto.

Gab: Perché, dov’è che avete prenotato il volo?

M: In una piccola agenzia. Che nel frattempo è fallita.

Gab: Ti prego.

M: Cosa faccio adesso?

Gab: Con quale compagnia voli?

M: Compagnia di bandiera turca.

Gab: Ecco, allora vai alla loro sede o al loro ufficio in aeroporto e la copia te la fai fare lì.

M: Ah, non ci avevo pensato.

[cala il sipario.]

 

5.

[Venerdì, il giorno prima della partenza]

Gab: Risolto il problema con i biglietti?

S: Sì, quello sì.

Gab: Quello? Nel senso che ce ne sono altri?

S: Eh.

Gab: Cioè?

S: Ma no, è che il ragazzo della nostra amica turca, quello da cui staremo, ha avuto un contrattempo.

Gab: Del tipo?

S: Del tipo che ieri è andato a Cipro a vedere un concerto e al ritorno la polizia gli ha trovato addosso un grammo di hashish.

Gab: Certo che anche lui. E ora?

S: E’ in prigione. Torna lunedì.

Gab: Occazzo. E voi cosa fate?

S: In teoria vive con un coinquilino, ma ha appena traslocato. E il nuovo inquilino arriva anche lui lunedì.

Gab: E?

S: No, ma tanto hanno un amico a cui hanno dato le chiavi di casa. Ci viene ad aprire.

Gab: Be’, almeno quello.

S: E speriamo di riuscire a trovarlo, questo indirizzo. Sulla guida c’è scritto che a Istanbul i mezzi pubblici non sono come qui a Berlino.

Gab: Pensa.

[cala il sipario.]


Gab
martedì, 26 maggio 2009
author: GabGabGab @ 14:47
category: ubriachezza, universitĂ , gab , istruzioni per lusos
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Cominciamo dalle comunicazioni pratiche per la stagione estiva:

La prima è che il 10 agosto – segnatevelo – risbucherò nella Brughiera Briantea. Sticazzi, si potrebbe aggiungere; in compenso la data del ritorno verrà decisa in modo assolutamente spontaneo, di comune accordo con la famigliola che si vuole aggregare per una rivisita della capitale del Reich della Federazione.

La seconda comunicazione è che il dado è tratto: il 25 settembre – segnatevi anche questo – non sarà però solo il Rubicone ad essere varcato, bensì la Spree, l’Elba, il Reno, la Senna, la Loira, per discendere infine il Tago fino al punto in cui cambia nome. E sarà appunto l’estuario del Tejo a ospitarmi per un numero imprecisato di mesi sulla sua riva settentrionale.

Sempre a proposito di Lusitania, devo assolutamente segnalare (con colpevole ritardo) la Giornata della Lingua Portoghese, tenutasi un paio di settimane fa alla Freie Universität, alla quale avrei dovuto partecipare anche attivamente, con una breve presentazione, ma che si è risolta in ben altro modo.

Ora, figuratevi un programma che preveda una graduale degenerazione direttamente proporzionale allo scorrere del tempo: se la mattina alle dieci si è ancora convinti di reggere il simposio sulla traduzione letteraria della lirica brasiliana contemporanea, e se nel primo pomeriggio si hanno ancora le forze per la linguistica comparata, il tardo pomeriggio comincia pian pianino a cambiare direzione.

Immaginate che due studenti siano stati, qualche giorno prima, obbli invitati a tenere una presentazione a testa – corredata dalle proprie motivazioni in merito – sulle due principali varietà linguistiche della lingua in questione. Alla luce dei miei piani per l’immediato futuro, fate un po’ voi quale delle due sarebbe stato il mio tema.

Nulla di particolarmente ostico, se non fosse che il tutto si svolge nella cornice del prime time conferenziale, più precisamente alla presenza di uno dei maggiori esperti di lusobrasilianistica del circondario, del responsabile tedesco dell’Associazione per la Cooperazione Economica tra il Portogallo e l’Europa ma soprattutto di Sua Emin Dott. Pres. Eccellenza l’ambasciatore del Portogallo in Germania. Insomma, la perfetta occasione in cui è regola che le mie probabilità di incorrere in una Riccafiguradimerda© aumentino esponenzialmente. L’evento prende una piega inaspettata quando – viva viva il fuori programma – la conferenza viene accorciata di quel tanto che basta per permettere di passare senza troppi salamelecchi al tipico Piano B di ogni simposio, quello con il tintinnio di bicchieri. Nel giro di pochi minuti mi ritrovo con:

 

A)   una docente che – proclamandosi astemia – comincia a perdere il contatto con la realtà, complice forse il bicchiere che ha in mano, non proprio riempito di liquidi per astemi.

B)   un’altra che – gote già digradanti verso il magenta – mi allunga un calice al grido di «prova questo vinho verde, viene dalla regione in cui sono nata io!»

C)   un assistente che ha già deciso che a Lisbona dobbiamo assolutamente trovarci. Prevedo gote digradanti verso il magenta.

D)   l’ambasciatore che discute con me e l’altro del più e del meno, salvo poi scoprire che sono italiano e raccontare allora dei parenti acquisiti dal Belpaese.

E)   quella specie di panzerotti coi gamberetti di cui ho subito scordato il nome.

F)    la stessa docente di cui al punto B che mi allunga un altro calice al grido di «prova questo vinho tinto, viene dalla regione in cui sono nata io!»

G)   il succitato maggiore esperto di lusobrasilianistica del circondario, il quale mi anticipa la sua movimentata serata accademica, che prevede un tempo supplementare all’ambasciata brasiliana per un meeting. Non mi era mai capitato di sentir disquisire dei risvolti filosofici nell’opera letteraria di una scrittrice di Rio de Janeiro e avere l’impressione che stesse per andare alla festa di compleanno di Adriano.

 

Può concludersi tutto con un inchino riverenziale da parte dello staff accademico? Ovviamente no. Ad un certo punto – non chiedetemi quale scena sia stata tagliata dal montaggio e perché questo dettaglio mi sfugga – mi rendo conto che c’è un professore di polacco che sta narrando del suo presente da guerriero valoroso che ha sconfitto la morte, nonché del suo passato scomodo da membro di Solidarność che, sopravvissuto allo strappo della cortina di ferro, ha indagato negli archivi della Stasi e del KGB e rinvenuto un malloppo di fascicoli top secret in cui è documentato ogni suo passo.

Poi abbiamo cominciato il uorcsciop, epilogo della giornata di – ehm – conferenze. Per mantenere costante il ritmo con cui si stava perdendo il contatto con la realtà accademica, e più in generale con la realtà, quale poteva essere il tema del uorcsciop conclusivo?

Indovinate.

 

Gab