category: politica, religione, il disgusto, italia - c/o santa sede, weltschmerz, eia eia alalĂ
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… that fools and fanatics are always so certain of themselves, but wiser people so full of doubts, diceva Bertrand Russell.
Dunque: ieri sera scopro, come al solito in modo surreale*, che in Italia è successo qualcosa che implica aule scolastiche e crocifissi.
Incuriosito, oggi mi metto alla ricerca di notizie più specifiche sul tema e mi sento come un rotolo di filo spinato sulle Ardenne nel 1916, esattamente in mezzo alle salve di artiglieria con cui diversi schieramenti portano avanti la loro guerra di logoramento. L’aggettivo diversi si riferisce peraltro – come il termine stesso implica – al confronto tra entità che la pensano in modo differente, quindi do per scontato che tutti abbiate capito a cosa mi stia riferendo: alla dicotomia UE/Italia, ovviamente, non certo alla difformità di posizioni all’interno del Granducato di Arcore, dato che il concetto stesso di divergenza di pensiero in Italia è stato ormai dichiarato prescritto, specialmente (e qui sta il paradosso, secondo me) quando può provocare pericolose oscillazioni all’ago della bilancia elettorale: gli italiani, quella massa informe di pecorai baciapile lobotomizzati che guai a toccargli l’ostia e le nominescion e dei quali nessuno vuole rischiare di giocarsi nemmeno un voto, cosicché – coerentemente con i dettami clericali – ogni soggetto politicamente rilevante si china ossequioso davanti al gregge. Non voglio inoltrarmi in questioni di lana caprina circa il valore che il termine politicamente rilevante ha in Italia e nel restante mondo civilizzato, visto che da noi anche Gasparri, Luca Barbareschi, Rutelli, Berlinguer (Luigi), De Michelis e Cicciolina sono o sono stati annoverati tali.
In questo caso specifico, l’acme del confronto ideologico è tra chi tuona contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani e chi borbotta a mezza voce contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani. Uau.
Innanzitutto non c’è nulla contro cui tuonare né borbottare, almeno sul piano politico. E’ una decisione basata su principi giurisprudenziali, la giurisprudenza disciplina le questioni dello Stato, la Stato è conscio di essere composto da una moltitudine variopinta di persone di cui si deve prendere cura (ivi incluso il dirimere i contrasti) e per farlo deve essere neutrale. Super partes. Questo spiega ad esempio il disegno di una bilancia nelle aule dei tribunali dello Stato, gli strumenti chirurgici per interrompere una gravidanza negli ospedali dello Stato, e i libri di scienze che parlano di Big Bang, australopitechi e Charles Darwin nei programmi della scuola dello Stato.
Se poi credi che tutto sia cominciato seimila anni fa, in una settimana, con una mela, va bene lo stesso, ma fino a un certo punto.
E vi prego tantissimo, smettetela di parlare delle presunte radici dell’Europa. In primis, se davvero fosse così, i fondamenti della spiritualità europea ci ricondurrebbero a Zeus e Afrodite, a Giove e Venere, a Odino e Thor, a Gwyddyon e Rhiannon. Il resto è roba d’importazione, come il merengue e i Power Rangers. C’è poi da aggiungere che non si tratta affatto di una tradizione radicata nell’italiche genti, bensì dell’attuazione di norme concordatarie, firmatarie due potenze straniere alleate, addì 7 giugno 1929, per mano dei loro plenipotenziari, il monarca vaticano Pio XI e il Presidente del Consiglio italiano Benito Mussolini.
Prima di tutto ritengo non sia pertinente ripensare da dove veniamo e cosa facessero i nostri predecessori ai tempi in cui era un problema anche essere mancini e si eliminavano i fluidi corporei cattivi con le sanguisughe. A me interessa dove siamo e dove vogliamo andare e, di conseguenza, in che modo l’entità neutrale e secolarizzata che gestisce il nostro spazio civile intenda registrare i mutamenti sociali, politici e spirituali al suo interno.
Essere atei, come la protagonista della diatriba legale e la sua progenie, è un diritto garantito da ogni livello delle fonti giuridiche. Se permetti a don Ciccio di attribuire poteri magici ai chiodi della Santa Croce (sorvolo sul fatto che nella sola Europa ce ne siano circa trenta, di questi chiodi), allora stai garantendo il diritto di Abdullah a pensare che Maometto sia volato in cielo su un cavallo alato, al signor Mandelbaum di toccare le pergamene sacre solo con una manina d’argento, al giovane Singh di portare un pugnale sacro, a un testimone di Geova di citofonare alle sette di mattina e alla sciùra Cesira di sperare che Saturno nella Quinta Casa aiuti i Capricorni come lei a ripagare i debiti di gioco. Ma anche di preferire l’utilizzo attivo di entrambi gli emisferi cerebrali e non credere in nessuna di queste cose.
Per garantire un tetto imparziale offri lo stesso diritto a tutti, ma lo confini alla sfera privata per evitare intrusioni che minino la natura imparziale; ecco, un crocifisso è un’invasione di campo che ne azzera la neutralità, come hanno tuttavia dovuto ricordare i giudici di Strasburgo, forse temendo che l’Italia fosse un paesello di bigotti governato da teocon ignari del concetto di stato aconfessionale e intenti a ricevere direttive papali umilmente chinati a pecorina. Ma di sicuro non è così.
No. Infatti ci sono anche i teodem ancora freschi di primarie che, intenti a non rovinarne l’entusiasmo postcoitale, si guardano bene sia dal perdere subito tutti gli otto nuovi elettori associandosi platealmente ai maître-à-penser pidiellini nel compiacere il popolo bove, sia dal prendere una posizione chiara, laica, moderna e rischiare così di tirarsi addosso l’artiglieria mediatica dei suddetti soloni in interminabili panini editoriali da prima serata.
Gab
* per surreale intendo dire
che il nostro coinquilino franco-algero-messicano lo ha letto sulla stampa finlandese.








