giovedì, 15 maggio 2008
author: GabGabGab @ 20:54
category: gab , italia - c/o santa sede, ceci nest pas la réalité
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Da che pulpito. «Il sesso rischia di diventare una droga», sostiene il solito ficcanaso disinformato, snocciolando frasone come «non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore » e rimarcando il concetto dicendo che «nessuna tecnica meccanica può sostituire l'atto d'amore».

Primo, maccheccazzo ne sai tu:
A) di droghe
B) di sessualità?
La risposta corretta è "non ho mai zentito nulla di kveste cose, ho zolo parlato a katzo come è mia abitudine", qualsiasi altra è sospetta.
Secondo, cosa intendi con tecnica meccanica? Stai forse parlando di...


Nel qual caso avrei addirittura dei superteste d'eccezione da offrirti — dei quali non posso fare il nome — coi quali potresti addirittura conversare in bavarese e sentirti dire che la qualità dell'amore è tutt'altro che inficiata. E, se vogliamo dirla tutta,
ti assicuro che nella mia WG il «mistero della vita» è tutt'altro che un mistero, come ben sappiamo io e il resto della gente che si è sciroppata quaranta ore di travaglio (nel senso delle doglie).

Ma cambiamo discorso. Negli ultimi giorni l'aura di surrealtà che ha sempre circondato ogni mio lavoro è tornata a colpire: Innanzitutto ho, per la prima volta in vita mia, dato un mazzo di fiori a qualcuno. Quando ho pronunciato questa frase la Chiaretta stava per essere assalita dal più classico Impeto di Gelosia Chiarettico
, prima che le spiegassi che si trattava di un uomo e non dell'ennesimo mulino a vento a cromosoma XX contro cui lanciare la sua donchisciottesca carica; per una serie di eventi inspiegabili mi sono ritrovato con due colleghe, in una domenica mattina come tante altre, sul palco della Staatsoper, davanti a millequattrocento persone, e ho consegnato dei fiori arancioni a Daniel Barenboim.
Ieri sera mi sono invece ritrovato in mezzo a uno spettacolo di kabuki, tipica forma germanica di teatro arrivata a Berlino, come si intuisce dal nome, attraverso la Bassa Sassonia. Ho capito che la situazione non avrebbe potuto che diventare surreale quando mi hanno detto
«tranquillo, questi tappetini servono per dopo, quando da qui usciranno una quindicina di samurai lasciando una scia di fango» o quando ero davanti all'ingresso dell'auditorium e sul tetto si aggiravano dei giapponesi vestiti da ninja. Senza contare il secondo atto, in cui mi sono ritrovato a vigliare la porta verso la quale, ad un certo punto, una specie di Lino Banfi nipponico obeso col kimono si è lanciato in una carica con una katana, urlando a squarciagola improperi in giapponese e utilizzando il passaggio alle mie spalle per uscire di scena, inseguito da una mezza dozzina di shinobi con una minuscola scala a pioli di bambù e ripiombando subito dopo, inseguito dagli stessi shinobi, che nel frattempo avevano ancora la scala a pioli di bambù, dieci volte più grande, il tutto sotto un vigile occhio di bue.
Adoro Berlino.

Gab
sabato, 03 maggio 2008
author: GabGabGab @ 16:32
category: politica, italietta, diversamente labili, eia eia alalĂ 
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Alemanno, il braccio teso rubato all'Agricoltura, il politico che intimorisce i musulmani con i suoi occhietti porcini (e presto non solo con quello, non appena arriveranno le prime consegne di olio di ricino) è stato definito dal noto politologo Antonello Venditti «più a sinistra di certa sinistra». Un'opinione profondamente analitica, del resto ineccepibilmente in linea col passato missino dell'ex ministrucolo agricolo, come del resto hanno confermato anche i due esponenti della sinistra moderata intervistati in proposito:

http://copiaeincolla.files.wordpress.com/2007/11/mao.jpg











L'imprevedibile vittoria contro Rutelli (Rutelli? No, dico: Rutelli? Ancora Rutelli? Ma se è il Loser con la L maiuscola!) è stata accolta dai saluti festosi dei romani (evidentemente San Babila è una svista giudiziaria), che testimoniano la volontà dell'ex picchiatore in piena omoerotia priapesca verso Il Predappio (scusate, ma ho appena letto Gadda) di voltare pagina. Di riscriverla, più che altro, come di recente ci hanno consigliato certi manganofili.
Quando vedo in giro certi tricolori mi viene ormai automatico pensare a cosa succederebbe qui, dove ci si incazza per molto meno; a me è venuta in mente, tanto per dire, la vicenda di Eva Herman, la giornalista che qualche tempo fa aveva difeso, nella diretta televisiva di un talkshow, la politica famigliare nel caro vecchio Reich (badate bene: non ha urlato "Dux mea lux", "Me ne frego" o cagate repubblichine del genere), guadagnandosi subito un sonoro calcio tra le chiappe da parte dei suoi datori di lavoro, com'è d'uopo nei paesi normali, specialmente in quelli dove la collettività cerca di metabolizzare i postumi delle uniformi coi teschi sul colletto e delle abat-jour in pelle di rabbino (anche noi saremmo tra quelli, ma mi sa che non tutti se lo ricordano).
Niente da fare, nonostante gli italiani si dicano ogni giorno più omofobi, a me pare invece che amino sempre più farselo picchiare da tergo (notare la perifrasi, ché sono un galantuomo). E secondo me se lo meritano davvero fino in fondo. Mi dispiace solo che se lo debba sorbire anche l'altra metà, dove metà è palesemente una stima al rialzo.

Gab
sabato, 26 aprile 2008
author: GabGabGab @ 14:36
category: riflessioni, gab , istruzioni per lusos, eia eia alalĂ 
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Aggiornamenti dall'oltretomba:

- L'altroieri ho tentato invano di far invecchiare il ritratto in soffitta, ergo sono invecchiato io. Odio l'equilibrata perfezione dei numeri pari ma dovrò aspettare 363 giorni prima di disfarmi di questo fardello.

- Ieri era il 25 aprile e ho fatto una riflessione sulle feste nazionali. Non sull'Italia, però: sul Portogallo, dove ieri ricorreva il trentaquattresimo anniversario della Revolução dos Cravos, la rivoluzione dei garofani che ha chiuso il capitolo lusofascistoide inaugurato col botto nel '26 dal colpo di stato del generale Carmona, proseguito per oltre un trentennio nell'Estado Novo di António Salazar e continuato per qualche annetto ancora dal suo successore Marcello Caetano. La riflessione è stata la seguente: «Azzo, il Portogallo è un posto talmente inculato che hanno avuto cinquant'anni di fascismo e non se n'è accorto nessuno.»
E pensare che Salazar ha battuto tutti i record di dittatura: trentasei anni al potere non li hanno raggiunti né Hitler (il pivello ne ha retti solo dodici), né Mussolini col suo Ventennio, né Stalin (nel '54 avrebbe fatto cifra tonda ma è schioppato sul ventinovesimo). Solo Andreotti ci si è avvicinato (ma il potere occulto non conta) e con Berlusconi dobbiamo portare pazienza per tre decadi abbondanti.


Gab
domenica, 20 aprile 2008
author: unitedstatesofspinelli @ 23:13
category: carrambate
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Hey Gab,

mi ha scritto un tuo ex-compagno di università che ti ha ritrovato tramite questo blog.

Ora vive in Argentina e ha sei figli... no, non è vero. Semplicemente ti contatterebbe volentieri.

Mi ha lasciato la sua mail, ma nel frattempo io ho perso il tuo nuovo indirizzo. Mi scrivi? Così ti giro il suo messaggio.



Yo.

[aSsE]
lunedì, 14 aprile 2008
author: GabGabGab @ 22:43
category: italietta, berluscone, weltschmerz, eia eia alalĂ 
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Parafrasando Luca Luciani, questa sfolgorante vittoria di Veltroni mi ricorda tanto quella di Napoleone a Waterloo.
Ora possiamo finalmente ricordare — a voce alta — per cosa stanno le iniziali PD.

Intanto die Zeit titola Berlusconi, di nuovo e nel sottotitolo aggiunge «Risultato amaro per le elezioni in Italia. Il conservatore Silvio Berlusconi diventa per la terza volta Presidente del Consiglio. Non è un buon presagio.» e continua snocciolando alcune chicche della campagna elettorale del PdL tipo il bollo auto, l'eroismo di Mangano e i test psicologici per i magistrati.

Il titolo del post è invece il commento di Mareike. Non occorre nemmeno tradurre.

Gab
martedì, 08 aprile 2008
author: unitedstatesofspinelli @ 23:59
category: asse, attualitĂ  milanese
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Hey gente, scusatemi se sono sparito. Sto facendo tre lavori contemporaneamente e sono leggermente in sbattimento. E pensare che di cose da raccontarvi ne avrei parecchie. Tanto per dirne una: la dissertazione politico-linguistica di Gab sugli svarioni di Ferrara è entrata a far parte di uno spettacolo di cabaret che è andato in scena in uno Zelig  pieno fino all'orlo, facendo sghignazzare - tra gli altri - l'ex-ministro Treu e il prefetto Serra.



Non è che voi tornate per le elezioni e ci si becca qui in Italia, così vi racconto di persona?

Io sarò al paesello domenica sera. Un vino all'osteria Garibaldi ci starebbe a puntino




[aSsE]
venerdì, 14 marzo 2008
author: GabGabGab @ 14:02
category: italietta, castigat ridendo mores, eia eia alalĂ 
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Il premio per la citazione del giorno direi che va unanimemente conferito al Giulianone nostrano [dove Giulianone è da intendersi soprattutto nell'accezione luttazziana del termine. STFG.]
Leggo della sua uscita di ieri sull'aborto, l'ennesima reductio ad Hitlerum della legge 194, e l'occhietto mi cade su una delle prime righe dell'articolo del Corriere:

«Sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan: "Abort macht frei", così come all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau c'era scritto "Arbeit macht frei".»

Ora, caro Gran Visir dei Ciccioni, siccome parlo tedesco, ho l'anima da correttore di bozze rompicoglioni e tu mi stai profondamente sul cazzo voglio farti notare un dettagliuccio linguistico che probabilmente ai più è sfuggito per superficialità, per non-conoscenza o semplicemente perché stiamo parlando di stampa italiana, quella che, invece di sputtanare le idiozie dei potenti o sedicenti tali, ci butta sopra la sabbietta con le zampine e poi sbava sulla moquette della dignità in attesa del biscottino: prima di improvvisare azzardi linguistici, prendi l'ottimo Sansoni Italiano-Tedesco e cerca la parola aborto. Essendo probabilmente a pagina 1 o 2 del dizionario dovresti trovarla subito. Scoprirai che si dice Abtreibung o Fehlgeburt. Non voglio soffermarmi sulle sottigliezze lessicali, desidero solo che tu ora rifletta sulle insidie dei falsi amici (lo intendo in senso semantico, ma se vuoi prendilo come una dritta esistenziale). Scoprirai che in tedesco Abort non significa quello che credi.

Devo comunque dire che la tua involontaria, grottesca rilettura del caro, vecchio slogan nazista rimane una realtà assolutamente condivisibile, in un certo senso.
E allora, visto che sei così incline a rispolverare le scritte sulle inferriate dei lager, ti rispondo buchenwaldianamente Jedem das Seine, un'antica espressione del Medio Altotedesco che viene oggi tradotta più o meno così:

PWND!
Gab
venerdì, 14 marzo 2008
author: unitedstatesofspinelli @ 00:06
category: politica, attualitĂ , asse, berluscone
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Massima solidarietà (sia agli utenti che agli scioperanti) per lo sciopero dei mezzi a Berlino. Anche perché, avendo visto come funzionano i trasporti in città, mi rendo conto che restare senza la Utropolitana è una tragedia. E massima solidarietà alla Chiaretta (nel weekend vedo se trovo i nomi di qualche agenzia lì a Berlino da segnalarti). Comunque noi non stiamo molto meglio: almeno tu non hai un candidato premier che viene a prenderti per il culo perché non trovi un lavoro fisso. Se ve lo siete perso, guardatevi questo (magari, però, evitate di farlo vedere ai tedeschi, che poi si fa tutti una figura di palta).



Sintesi di quanto accaduto ieri nella rubrica "Punto di vista" del TG2

RAGAZZA:
Come può fare oggi una coppia di giovani a pagare un mutuo e formare una famiglia?

BERLUSCONI:
Le consiglio di sposare mio figlio o il figlio di uno ricco, col suo sorriso può permetterselo.



Ora lo stesso Berlusconi fa lo scandalizzato perché "non è possibile che tutti mi diano addosso per una battuta divertente". Gli mangerei il cuore a morsi. E mangerei il cuore anche alla precaria, che gli ha retto il gioco e che oggi ha dichiarato che lo voterà lo stesso. Lo so, sono un cafone.

[aSsE]
mercoledì, 12 marzo 2008
author: GabGabGab @ 15:22
category: trasporti, weltschmerz
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Ciò che non mi uccide mi rende più forte. Un'epigrafe che ho letto, superbamente ricamata in caratteri gotici e rami spinosi sul braccio tatuato di una ragazza dagli occhialoni in stile Sandra Mondaini con la quale ho condiviso una fila in banca in una delle rare canottieriche mattine della scorsa estate.

Da subito ho pensato quanto questa scritta sintetizzasse appieno la mia esistenza berlinese e devo dire che non mi sono mai ricreduto. Direi anzi che, stando al motto, lo stato attuale delle cose dovrebbe avermi conferito grosso modo questo aspetto:


Innanzitutto abbiamo la BVG, il Maestro dei Cinque Picchi di tutti i berlinesi nativi o adottivi, che sta sfibrando tutti noi piccoli Sirio con una prova di pazienza grazie alla quale raggiungere il settimo senso diventerà un gioco da ragazzi: lo ScioperoTotale™ Reloaded.

Eh sì, la faida tra azienda e sindacato non si è ancora conclusa; questa volta fanno ancora più sul serio e passano dai due giorni e mezzo di braccia incrociate dell’ultima volta al dito medio a oltranza. Inizialmente lo ScioperoTotale™ Reloaded era previsto per dieci – DIECI – giorni (mecojoni), giusto per ricordare ancora una volta che certe cose si devono fare sul serio, diversamente dai paesi del Terzo Mondo in cui ci s’inventa mille sfumature per evitare il linciaggio e le accuse di fancazzismo da parte della pendoleria incazzata: dallo sciopero a singhiozzo alla fascia protetta, dalla vaselina al ti prego, fai piano. Qui invece paiono non amare molto lubrif indorare la pillola e quando parlano di sciopero, il termine va inteso nella sua accezione più originaria e facdesistem: “Noi avere richieste, tu rifiutare, noi metterti nei guai”.

Siccome il cattivo capitalista non vuole smettere di fare il macho e continua a ostentare il pacco sotto i jeans attillati, il personale risponde a sua volta picche e prolunga l’agonia tram-corriero-locomotoria a tempo indeterminato. E fa bene, ma col risultato che per muoversi bisogna circumnavigare Berlino con la S-Bahn, l’unico mezzo disponibile ai poveri e agli smacchinati (e io rientro alla grande in entrambe le categorie).

Secondo (ma notate la relazione col primo), devo scrivere il mio caro malloppino universitario sul monachesimo femminile nell’Italia medievale e rinascimentale. Niente che non sia fattibile, non fosse che per crearlo ho bisogno di alcuni libri che sono, guarda un po' le coincidenze, in una di quelle biblioteche della FU – no, non quella da cui mi sono fatto strafottentemente blindare l’accesso – che non ti prestano i libri. Ciò implica che mi toccherà andarci e tornare ogni giorno e per arrivarci dovrò essere più astuto dei mezzi scioperati (mezzi è inteso come sostantivo). Oggi ci sono riuscito, sebbene proprio stamane Giove avesse deciso di tappare il sole con flaccidi batuffoloni bigi che hanno riversato acqua a gogò e che esattamente nel tragitto tra la stazione Inculoailupistraße e la biblioteca mi hanno anche scaracchiato in faccia nevischio prima e grandine poi. Inutile precisare che ora c’è il sole. Grazie signor Murphy.

Terzo (ma notate la relazione col secondo), nei prossimi giorni non mi limiterò a compiere il mio quotidiano pellegrinaggio bibliotecario-caterinadasienico, bensì dovrò tradurmi ogni pomeriggio alla volta del famoso vialone Unter den Linden. Centralissimo, per carità, ma data l’assenza di crumiraggio un tragitto più lungo del solito. Il tutto per il neo-pseudolavoro al Teatro dell’Opera.

Quarto: Weltschmerz.


Gab

venerdì, 07 marzo 2008
author: unitedstatesofspinelli @ 15:36
category: informazione, universitĂ 
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Ciaù Gab e Chiara,

avrei voluto postare un po' di foto e un resoconto dei cinque giorni in quel di Berlino (diobò ragazzi, grazie di cuore: ce la siamo veramente stragoduta). Ma lo potrò fare (forse) solo nel weekend, giacché qui si lavora come porci scomodi e senza un attimo di requie.



Intanto vi giro via blog (perché la nuova mail di Gab me la sono già persa) una richiesta di aiuto giuntami nientedimenoché da mia sorella:




ciao uomo, splendido uomo

ti ho mai detto quanto veramente ti voglio bene, quanto sei speciale per me? sei il mio unico Fratellone, sai?!!

 

non è che potresti aiutarmi?e questa volta coinvolgere anche i tuoi amici italo-germanici??

ho un estremo bisogno di qualcuno che capisce il tedesco più infame!e solo tu hai gli agganci giusti..

 

allora, devo cercare "i mercati turistici principali di Vienna". che detto così sembra di cercare una cagatina, il problema è che trovo solo mille fogli statistici in un tedesco incomprensibile..termini di almeno trenta lettere.. TERRORE!

chiedi a Chiara se PER FAVORE (visto che mi sembra di ricordare che ha lavorato in un qualche ente turistico) riesce a trovarmi una delle più stupide tabelle statistiche da dove si capisce quale tipologia di turisti si recano a Vienna e che tipo di turismo svolgono, o meglio: chi ca..o va a Vienna a fare cosa!!

Ma anche un consiglio di Gab non lo schifo (voglio bene ad entrambi e non voglio fare ingiustizie).

 

grazie mille!



Silvia



Se non vi provoca sbattimenti atroci, riuscite a darle un consiglio? Basta che mi giriate un link via mail a cui possa fare riferimento...



Mi rendo conto che mi sto approfittando di voi. Quando passate di qui in aprile verrete giustamente ricompensati con gioia & ubriachezza.



[aSsE]